Mappe

Episodio 36: le nature di Cristo
Schema che razionalizza in modo favoloso l’origine delle varie chiese moderne. L’ho trovato solo in inglese, ma ve lo traduco qui.
Originariamente abbiamo la chiesa Romana, la grande chiesa nata dal movimento cristiano originario e poi consolidatasi sotto Costantino al concilio di Nicea. Non è nello schema il primo scisma (perchè non sopravvive oggi), quello tra Ariani e Ortodossi, seguente a Nicea.
La seconda ondata di scismi (prima nello schema) è quella di cui ho parlato nell’episodio 36, le nature di Cristo (431-451): al concilio di Efeso si separano i Nestoriani, che rifiutano l’appellativo “madre di Dio” per Maria. I nestoriani diverranno la chiesa d’oriente, sparsa in mezza Asia ma che oggi è in gran parte ristretta all’Irak settentrionale.
Nel 451 c’è la seconda scissione di questo periodo: quella tra la chiesa imperiale e la chiesa Ortodosso Orientale (da non confondere con i moderni Ortodossi) che è l’unione della Chiesa Copta d’Egitto e di altre chiese mediorientali, oltre alla chiesa Etiope. Sono questi quelli che i Romani chiamano “Monofisiti”: credono in una sola natura di Gesù, rifiutando la definizione di Calcedonia.
Il resto della chiesa imperiale romana resta unita anche dopo la caduta dell’impero occidentale e – nonostante un progressivo estraniamento – non si arriva al vero scisma fino al 1054, quando la Chiesa si separa in Chiesa Cattolica (seguace di Roma) e Chiesa Ortodossa (con a capo il patriarca ecumenico di Costantinopoli).
Nel sedicesimo secolo ovviamente ci sarà un’altra ondata di scismi seguenti alla Riforma protestante, ma questa è un’altra storia.
Alcuni gruppi delle chiese Ortodosse, Orientali e Nestoriane sono tornate “in comunione” con la chiesa Cattolica occidentale, come si vede nello schema: sono ad esempio gli Uniati in Ucraina, i Maroniti e altre chiese mediorientali. Sono queste le chiese Cattoliche di rito orientale.
Per maggiori informazioni ascoltate l’episodio 36 di Storia d’Italia!
Episodio 34: tramonto sui campi catalaunici
Mappa dei movimenti degli Unni nel 451, durante la loro invasione della Gallia. Gli Unni attraversarono il Reno nei pressi di Coblenz, il gruppo principale saccheggiò quindi il nord della Gallia (moderno nord della Francia e Belgio), per poi evitare Parigi e giungere a Orleans, la città chiave per l’accesso alla Gallia meridionale. Qui posero sotto assedio la città-fortezza di Orleans ma prima di poterla conquistare arrivarono i Romani, i Visigoti e i loro alleati. Attila si ritirò per poi affrontare Ezio in una battaglia campale ai Campi Catalaunici (Chalons sulla mappa)
Episodio 34: tramonto sui campi catalaunici
La battaglia dei Campi Catalauinici. Come unica nota, non sono d’accordo che Ezio fece scappare Attila, vi fu piuttosto costretto.
Episodio 31, l’impero degli Unni
Mappa dei territori e dei popoli sottomessi dagli Unni al vertice del loro potere. Notare come diverse aree un tempo dentro il confine dell’impero romano sono ora sotto il controllo degli Unni.
Episodio 31, l’impero degli Unni
La patria delle civiltà nomadi fu l’immensa steppa che si estende dai Monti Carpazi in Europa fino al confine con la Cina, attraverso l’intera Eurasia.

Di larghezza variabile, la steppa è stata la patria di tutte le grandi confederazioni nomadi della storia, tra queste gli Sciti, gli Unni, gli Avari, i Peceneghi e sopratutto i Mongoli. 

Separato dal grande mare d’erba dai monti Carpazi c’è quello che oggi chiamiamo il bacino ungherese, o la grande pianura Ungherese, dove molte confederazioni nomadi stabilirono il loro HQ nella storia, tra loro Unni, Avari e infine i Magiari, i moderni ungheresi.

Gli Unni erano forse gli Xiongnu, un popolo che viveva al confine della Cina nel I secolo dopo cristo e che migrò verso ovest. 

Nel 370 gli Unni irruppero nella grande pianura Ucraina, sconfiggendo Alani e Goti e mandandoli a infrangersi sull’impero Romano.

Il loro trasferimento nel bacino ungherese (o Pannonico) nel 400 circa causò un ulteriore sommovimento di popoli, destinato ad infrangersi sulla frontiera Renana nel 406. 

Per saperne di più ascoltate l’episodio 31: l’impero degli Unni su www.italiastoria.com o su tutte le piattaforme podcast. Per sceglierne una cliccate sul link in basso per scegliere la piattaforma (gratuita) su cui ascoltare:

https://link.chtbl.com/
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EPISODIO 27: L’ESTATE DI SAN MARTINO
L’impero ricomposto da Flavio Costanzo, alla sua morte nel 421.
La mappa non è perfetta perché non tiene conto del fatto che il territorio dei Visigoti in Aquitania e i vari insediamento dei Burgundi, Alani, Franchi e Alemanni sulla frontiera Renana erano stati fatti con l’accordo del governo imperiale e un trattato di foedus, nel quale questi popoli si impegnavano a combattere per Ravenna in uno stato di semi-indipendenza come quello due Goti nel 382. A sud, in Iberia, abbiamo quel che resta dei popoli che hanno invaso l’impero nel 406, mettendo in moto la crisi dell’Impero. Nella remota Galizia gli Svevi stanno costruendo lentamente un regno indipendente mentre nella moderna Andalusia quel che resta dei Vandali e degli Alani sconfitti dai Goti alleati con Flavio Costanzo ha eletto un Re unico di Vandali e Alani. In realtà importanti città della regione (Siviglia e Cartagena) sono ancora in mano romana e non cadranno ai Vandali che nel 428. 
Flavio Costanzo, partendo da una situazione disastrosa nel 410 con il sacco di Roma, ha in gran parte ricomposto l’impero, donandogli quello che molti ai tempi considerarono una nuova primavera ma che si rivelerà essere solo una estate di San Martino, il caldo periodo autunnale che precede l’inverno. 

Per ascoltare l’episodio 27 di Storia D’Italia andate su http://www.italiastoria.com
Episodio 26: l’Impero colpisce ancora
Mappa che riassume la caotica situazione dell’Impero d’Occidente al 410: in giallo le province fedeli a Ravenna. Va detto che l’intera Italia peninsulare in realtà era stata devastata dalla guerra nel 408-410 e sfuggiva in gran parte al controllo del governo. Costantino III, ribellatosi in Britannia, era ora basato a Arles in Provenza e controllava le province ‘in rosso’. Anche la Spagna e la Britannia nel 408-409 lo avevano riconosciuto imperatore ma nel 409 un suo generale inviato a mettere ordine in Spagna si era ribellato e aveva eletto un imperatore fantoccio (Massimo, in marrone) mentre i Britanni, abbandonati, si erano ribellati (verde). Sulla frontiera del Reno diverse province erano state occupate da Burgundi e Alani (viola) sopratutto le terre tra Reno e Mosella. in Spagna abbiamo gli invasori del 406 che – dopo essersi tagliati una scia di sangue in Gallia – si sono installati nelle province iberiche, con l’accordo di Geronzio e Massimo. Sono gli Alani, i Vandali Siling e Hasding e gli Svevi.
I Visigoti hanno saccheggiato Roma ma Alaric è morto in Calabria (rosa). Questo è il più importante gruppo ‘barbaro’, in realtà il più importante esercito presente in Occidente.
Da questo caos riemergerà una situazione stabile nel prossimo decennio grazie sopratutto a un generale e politico Romano tanto grande quanto dimenticato: Flavio Costanzo.
L’area di Ravenna nel III-IV secolo, prima di diventare capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Ravenna era diventata una delle due basi principale della flotta Romana già ai tempi di Augusto (l’altra era Miseno, vicino Napoli) e aveva il ruolo di pattugliare l’Adriatico, lo Ionio e l’Egeo. A tal fine era stata costruita l’importante base di Classis (Classe, ovvero flotta in Latino) che vedete in primo piano: vi erano basati 10.000 militari.
In lontananza si scorge la città di Ravenna, distante alcune miglia e collegata da un ampio bacino navigabile, attraversato dall’acquedotto che riforniva Ravenna di acqua potabile.
Come si vede i dintorni di Ravenna nell’antichità assomigliavano alle lagune che ancora oggi caratterizzano l’alto Adriatico (Venezia, Marano, Grado…) mente oggi tutta quest’area è interrata e il mare dista diversi km da Ravenna.
Episodio 23: Alaric in Italia (401-405)
Movimenti di Alaric (in blu) e di Stilicone (in rosso) durante la prima campagna di Alaric in Italia, inclusi i quattro assedi dell’anno (Aquileia, Milano, Asti e Verona) e le due battaglie di Pollenzo-Pollentia e Verona.
La guerra Gotica negli anni 377 e 378: dopo la battaglia “ai salici” i romani si ritirano e fortificano i passi dei balcani. I Greutungi si riuniscono però ai Tervingi e tenere i passi diviene troppo pericoloso, i Goti entrano in Tracia.
L’anno seguente i due imperi organizzano una manovra a tenaglia contro i Goti ma all’ultimo momento Valente decide di affrontarli da solo, andando incontro al suo destino.
La battaglia di Adrianopoli: i Goti Tervingi (scritti come “goths” nell’immagine) sono nel loro accampamento in cerchio a forma di carri, a proteggere donne, bambini e ricchezze. Alcune unità attaccano troppo presto (3) a questo punto l’intera fanteria e cavalleria romana ingaggiano i Tervingi. All’improvviso però arriva la cavalleria dei Goti Greutungi (4) che colpisce in particolare il lato sinistro, mettendo in fuga la cavalleria pesante romana e poi permettendo ai Goti di circondare la fanteria pesante romana, bloccata e senza spazio per manovrare (5). Il massacro può iniziare e vi porrà fine solo il calare della notte. Due terzi dell’esercito da campagna orientale (il Comitatus) giace morto sul campo di battaglia.
Mappa (artigianale) che mostra i movimenti di Goti e Romani tra l’autunno del 376 e l’autunno del 377. In Blu i Goti, in Rosso i Romani.
Mappa della divisione dell’impero in prefetture sul finire del IV secolo DC. Da notare anche le fabbriche imperiali, fabbriche pubbliche di produzione dei materiali necessari all’esercito
363 dopo cristo: mappa del percorso seguito da Giuliano verso Ctesifonte e poi la sua fine. Fare riferimento all’episodio 9
355 dopo cristo: situazione alla frontiera Renana, ai tempi di Giuliano Cesare in Gallia. Fare riferimento all’episodio 5
Battaglia di Strasburgo, posizione dei due eserciti. Fare riferimento all’episodio 5.
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