Fonti

Lista totalmente non esaustiva delle fonti primarie e secondarie da me utilizzate per il podcast! Considerate che utilizzo anche altri podcast e sopratutto paper universitari trovati online, leggendo spesso le bibliografie dei libri qui in basso.

La caduta dell’Impero Romano, una nuova storia, è un libro magistrale che ha guidato sin dai tempi di Valentiniano i passi del mio podcast. E’ un libro che narra gli eventi, anche se piuttosto stringati, ma riesce anche a fornire il quadro di insieme ed una possibile interpretazione storiografica della caduta dell’Impero. Imperdibile.

Come detto più volte durante il podcast, le storie di Ammiano Marcellino sono una fonte primaria imprescindibile per il periodo che va dal regno di Costanzo II alla battaglia di Adrianopoli. Scritte con verve e passione, ricolme di appunti geografici ed etnografici, a volte è possibile leggere le storie quasi come un romanzo di avventura, quando Ammiano descrive alcuni eventi in prima persona. Ammiano dimostra però anche acume da storico, forse non l’acume di uno studioso come Tucidide, ma pur sempre eccezionale.

Averil Cameron è una delle più importanti storiche della tarda antichità, ogni suo libro è ottimo. Questo è utile sopratutto ad inquadrare il contesto socio-politico-culturale del periodo che va dal regno di Teodosio alla grande guerra tra Persiani e Romani che sarà la causa del disfacimento del medio-oriente. Focalizzato più sull’oriente che sull’occidente.

428 è un libro di storia completamente diverso dal solito: invece di narrare eventi, o un periodo, o un tema, narra la storia di un solo anno del tardo impero, facendo un veloce giro del mondo. Il 428 è scelto non come anno topico in cui successe qualcosa di particolarmente importante (anche se di eventi ce ne furono) ma come uno spaccato di quel mondo ancora Romano alle porte di una grande trasformazione. Interessantissimo ed originale!

Semplicemente l’autore di riferimento su tutto quello che ha a che fare con gli Unni. Interessante la sua ricostruzione delle loro campagne militari e il lavoro certosino nel ricostruirne la cultura

La bibbia sui Goti come Maenche-Helfen è la bibbia sugli Unni. Ricostruisce l’intero percorso della storia Gotica, dalle origini mitiche ai regni storici da loro costituiti. Preziosissimo per comprendere il mondo dal punto di vista dei Goti e della loro cultura, per capire l’origine dei Visigoti e degli Ostrogoti e per capire in che modo si relazionarono con l’Impero Romano. In generale è un ottimo complemento ad Heather per comprendere tutta la storia del tardo impero.

Un libro che consiglio solo ai veri studiosi di tarda antichità, perchè chiaramente un libro per studiosi al massimo livello (le citazioni in latino, greco, francese, tedesco non sono neanche tradotte, dando per scontato che il lettore conosca queste lingue). Importante però per ricostruire nei minimi dettagli la carriere di Stilicone attraverso il suo propagandista di fiducia, Claudiano, un poeta pagano venuto dall’Egitto

Orosio è la principale fonte che abbiamo per il periodo seguente a quello coperto da Ammiano Marcellino. Fu incitato a scrivere la sua storia da Sant’Agostino, come risposta alle accuse dei pagani ai cristiani di aver causato il sacco di Roma. E’ ovviamente una storia molto di parte ma è fondamentale per alcuni eventi e anche per comprendere la mentalità cristiana del tempo.

Zosimo sta ai pagani come Orosio sta ai Cristiani: questo autore dell’inizio del sesto secolo era un pagano veementemente anti-cristiano. La sua storia ne è inevitabilmente influenzata, come quella di Orosio. E’ infatti interessante leggere i due autori per formarsi una opinione sugli eventi

Libro imperdibile per ricostruire il periodo che va dal secondo sacco di Roma (455) alla deposizione di Odoacre (493). Molto dettagliato nella narrazione anno per anno, è utilissimo per me per ricostruire il periodo. Molto interessanti le analisi sulle azioni di Maggiorano, Antemio, Avito, Ricimer e tanti altri.

Libro interessantissimo per comprendere l’evoluzione dell’esercito imperiale durante il quarto e il quinto secolo. Mette a sistema quello che sappiamo da Ammiano Marcellino e la Notitia Dignitatum per creare un affresco realistico dei gradi, dell’armamento, delle tecnologie, delle strategie e tattiche dell’esercito del tardo impero. Trovo non sempre condivisibile la ricostruzione degli eventi storici, ma non è il forte del libro.

La “Getica” di Iordanes o Giordane è una delle fonti primarie più interessanti – e più complesse da decifrare – della tarda antichità. Scritto da un monaco ortodosso di etnia Gotica che aveva studiato al monastero calabrese fondato da Cassiodoro – importante ministro della corte di Teoderico – Giordane riassume qui la perduta opera sulla storia dei Goti di Cassiodoro, che aveva messo su carta molte delle leggende del popolo Gotico, unite a vere e proprie fonti scritte contemporanee come Prisco. Le storie sui Goti non possono essere prese alla lettera ma sono l’unica vera fonte che abbiamo su molti eventi del mondo extradanubiano, come la battaglia di Nedao (454). Fornisce anche il resoconto più completo della battaglia dei Campi Catalaunici.

Libro che riscostruisce nel dettaglio l’economia dell’Impero Romano, dal commercio alla moneta, dal sistema finanziario alla tassazione. L’analisi è molto dettagliata e argomentata e ricostruisce un quadro di soprendente modernità e allo stesso tempo arretratezza dell’economia Romana.

Questo interessantissimo saggio di uno dei più grandi storici dei Goti porta avanti una tesi che è diventata sempre più popolare negli ultimi anni, mano a mano che il punto di vista degli italo-romani viene evidenziato allo stesso modo dei Romno-orientali. Ovvero la tesi che gli italiani e buona parte degli occidentali videro in Teoderico qualcosa che per loro era molto familiare: un Imperatore Romano d’Occidente.

Breve libro ma molto ben ricercato su una delle figure più sconosciute tra i governanti dell’Italia della tarda antichità. Prezioso sopratutto grazie al quadro di insieme della situazione politico-istituzionale ed economica dell’Italia della seconda metà del quinto secolo. Interessanti le note (quasi più del testo)

Biografia approfondita di un Re che ebbe un regno disastroso ma che è una figura interessante: già nella loro seconda generazione in terra romana, gli ostrogoti produrranno un Re che si atteggia a “filosofo platonico”, un Re più interessato ad ammassare un patrimonio di terre personali che a rompere crani. La biografia si basa in gran parte sulle Varie di Cassiodoro e le Guerre di Procopio, con una rilettura attenta delle fonti e dei pochi altri dettagli ricavabili dall’archeologia per ricostruire la vita di un Re dimenticato. Consigliato solo ai veri esperti però.

Il libro del grande antropologo culturale Jared Diamon (consigliatissimo anche “guns, germs and steel”) è la risposta ad una semplice domanda: perchè alcune culture “scelgono” di morire? Come mai, pur di fronte all’avvicinarsi dell’abisso, non prendono le misure necessarie alla sopravvivenza? I capitoli sull’Isola di Pasqua e sulla colonia vichinga della Groenlandia sono assolutamente stupendi, come è utilissimo il concetto qui sviluppato per la prima volta della “creeping normality”, la nuova normalità del declino a cui gli essere umani finiscono per abituarsi. Non riguarda direttamente la caduta dell’Impero Romano, ma mi ha dato diversi spunti a riguardo

Belisarius è un altro libro straordinario di Ian Hughes (vedere in alto patricians). Nello stile chiaro, diretto dell’autore, che non si sottrae a giudizi sulle personalità e le azioni, documentandole però sulle fonti e una analisi dettagliata delle possibili spiegazioni. Ben documentato, il suo valore è che si tratta di un libro di uno storico militare, quindi ad esempio va nei singoli dettagli della guerra greco-gotica, spesso riassunta per sommi capi dagli altri autori. Una eccellente biografia.

Non potevo farmi mancare il nuovo libro (scritto nel 2018) di Peter Heather, dedicato questa volta al sesto secolo e alle riconquiste di Giustiniano. Come ogni opera di Peter Heather, il libro si legge quasi come un romanzo pur essendo un lavoro decisamente approfondito dal punto di vista storiografico. Come sempre Heather ha delle opinioni molto diverse dal “mainstream” storiografico: la riconquista dell’occidente non è un “sogno romantico” per Giustiniano ma una cinica politica per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal disastro della guerra persiana e della rivolta di Nika, che ha trasformato il centro di Costantinopoli in rovine fumanti. Si tratta di uno straordinario affresco, molto vivido. Come sempre, vale la pena compararlo con altre opinioni differenti ad Heather per farsi un quadro completo. Consigliatissimo.

Questo corposo libro raccoglie gli interventi di una dozzina di autori ed è una fonte inesauribile di dettagli sull’epoca di Giustiniano e in generale sul sesto secolo: gli argomenti spaziano dall’ideologia di governo di Giustiniano alla sua attività legislativa, dalle vicende militari alla posizione delle donne e delle minoranze nell’Impero Romano del sesto secolo. C’è anche una introduzione al dibattio sull’origine dell’Islam.
Solo per lettori con già una solidissima preparazione accademica sul periodo, in inglese

Le Variae sono una fonte inesauribile di dettagli sui regni di Teodorico, Amalasunta, Teodato e Vitige. Scritte e raccolte da Cassiodoro, uno dei grandi letterati dell’epoca, sono uno spaccato sull’epoca con una infinita lista di dettagli interessantissimi. Al link in basso è possibile leggerne una sintesi in inglese con una utile guida alla loro interpretazione.

http://www.gutenberg.org/files/18590/18590-h/18590-h.htm#Page_85

Un libro semplicemente straordinario e rivoluzionario, assolutamente consigliato per tutti.
William Rosen vi racconta la storia della prima pandemia della storia: una piaga sette secoli prima della Morte Nera che uccise decine di milioni di persone, devastò gli imperi Persiano e Romano e aprì la strada per gli eserciti dell’Islam. La caratteristica principale dell’autore è come riesce ad intrecciare la microbiologia evolutiva, l’economia, la strategia militare, l’ecologia e la medicina antica e moderna in una narrazione che è anche molto piacevole da leggere. Rosen offre una chiave di lettura innovativa sulla fine del mondo antico avventurandosi anche su domande molto controverse e complesse a riguardo dell’Islam e del differente destino di Cina e mondo mediterraneo. Imperdibile.

Il primo libro di storia in lingua inglese dedicato ai Longobardi (disponibile anche in italiano), combina il meglio della storiografia e della ricerca archeologica sui Longobardi, con una vera messe di immagini, mappe, descrizioni di rilievi archeologici, analisi delle fonti: Paolo Diacono in primis, ma ovviamente anche l’editto di Rotari e altre fonti nordeuropee.
Proprio la combinazione di ricerca storica e archeologica è apprezzabile, perchè rara nella produzione italiana, che di solito coprono o uno o l’altro aspetto. Christie traccia la storia dei Longobardi dalle loro origini mitiche allo stabilimento in Pannonia, usando appunto la potente combinazione di storia e archeologia per ricostruirne i movimenti. Segue poi lo stabilimento in Italia, seguendone l’evoluzione istituzionale del regno con lunghi capitoli dedicati ai loro costumi, agli insediamenti militari e civili, all’economia e alla società. Infine getta uno sguardo alla loro storia dopo la caduta del Regno nel 774, in particolare nel mezzogiorno. Molto completo e consigliabile, anche di piacevole lettura.
Disponibile anche in traduzione con il titolo: I longobardi. Storia e archeologia di un popolo (Italiano).

Siamo abituati a pensare all’Italia medievale come un’italia di mille particolarismi, priva di un potere centrale, divisa nei suoi campanili.

Eppure la storia dell’Italia nel primo medioevo, in particolare in periodo che va dalla conquista dei Longobardi fino alla dissoluzione del regno d’Italia nei primi anni dopo il mille, è la storia di un paese diviso tra sfera Longobarda e Bizantina ma nel quale permane uno stato centrale, il regno Longobardo poi ereditato dai Carolingi. Un regno con sistemi di governo, leggi, consuetudini, istituzioni decisamente più centralizzate e meno “personali” dell’altro grande regno coevo, quello dei Franchi.

Chris Wickam analizza l’evoluzione dello stato utilizzando (poco) l’archeologia ma basandosi sopratutto sui documenti scritti che si fanno via via più numerosi a partire dall’ottavo secolo. Gli archivi dei Longobardi e dei Franchi permettono di ricostruire la società italiana e l’evoluzione del potere tra gli ufficiali dello stato – gastaldi e conti – la chiesa e i grandi proprietari terrieri come i duchi. Ne risulta un affresco affascinante e credo per la maggior parte dei lettori inedito. Il libro non è sempre facile da leggere, richiede una certa conoscenza dei concetti di base sulla società alto-medievale ed è un libro accademico, eppure rimane un’ottima lettura e uno studio citato praticamente da tutti gli storici dell’Italia alto-medievale.