~ Gianluigi Torchiani ~ Cos’è stato il Medioevo per Atene
La seconda città simbolo dell’antichità classica dell’Occidente, a pochissima distanza da Roma, non può che essere Atene. Impossibile in poche righe tratteggiare il contributo di questa città dal punto di vista culturale e politico che, soprattutto grazie all’epoca d’oro del V° secolo, è stata la capofila della resistenza della Grecia alle invasioni persiane, la culla dell’esperimento democratico e allo stesso tempo l’autrice di un tentativo di espansione e predominio “imperiale”. La sconfitta nella Guerra del Peloponneso e l’ascesa della Macedonia tarparono per sempre i sogni di grandezza militare di Atene, che rimase però indubbiamente un punto di riferimento culturale anche quando, a partire dal secondo secolo AC, la città finì nell’orbita romana. Oltre ai templi e ai celebri monumenti del V° secolo, rimasero in funzione nella città anche le celebri Accademie di filosofia, che furono frequentate dai membri dell’aristocrazia romana per tutta l’età imperiale. Ma se il passato classico dell’attuale capitale greca è piuttosto conosciuto, molto meno lo è quello medievale, caratterizzato in buona parte dalla dominazione dell’Impero Romano d’Oriente.

Il punto di partenza: il sacco degli Eruli
Il punto di partenza della fine dell’epoca antica della città va però datato di almeno di un paio di secoli rispetto all’inizio ufficiale del Medioevo: Atene fu investita in pieno dalla crisi dell’impero del III° secolo, in particolare per effetto del sacco del centro cittadino da parte del popolo degli Eruli nel 267 che, secondo gli storici, comportò gravi danni in particolare nella zona dell’antica agorá (la celebre piazza ateniese), dove l’unico edificio rimasto intatto restò il Theséion e che perse per secoli qualsiasi rilevanza pubblica (a partire da quest’epoca nell’area furono costruite delle abitazioni private).
Inoltre, successivamente al sacco degli Eruli, la città si ridusse di dimensioni, con tanto di abbandono della cinta muraria fortificata della città classica, che era stata negli anni immediatamente riparata ed estesa (il “Muro di Valeriano”). Al suo posto fu costruita una nuova e improvvisata cinta, che racchiudeva una porzione molto più piccola della città. Così come fu per Roma un paio di secoli più tardi, il primo sacco però non comportò la fine della città antica che, nei decenni successivi, riuscì a riprendersi lentamente, nonostante gli importanti cambiamenti nel contesto urbano. Per tutto il IV° secolo, Atene continuò ad essere un centro internazionale di alta formazione sia per i pagani che per i cristiani, anche se il trasferimento della capitale imperiale a Costantinopoli ne compromise il primato per l’istruzione superiore, nonché probabilmente comportò una certo trasferimento di opere d’arte.
All’inizio del V° secolo furono comunque ancora una volta restaurati o ricostruiti un gran numero di edifici pubblici e privati.

L’avvento del cristianesimo
A prescindere dalle devastazioni, in questo periodo si assiste a un ulteriore elemento di rottura rispetto al passato, questa volta immateriale, ovvero l’avvento del cristianesimo come religione ufficiale dell’impero: l’Editto di Teodosio fu applicato con rigore nella città, tanto che le attestazioni archeologiche confermano come nel V° secolo i templi pagani fossero ormai chiusi, mentre il Partenone fu probabilmente convertito in chiesa cristiana alla fine del secolo. Allo stesso tempo, però, altri ritrovamenti suggeriscono che la città abbia resistito alla cristianizzazione più a lungo rispetto ad altri luoghi: ad esempio tombe e lampade continuarono a essere di carattere pagano almeno fino all’ultimo quarto del V° secolo. Inoltre, nel momento in cui i templi furono chiusi e secolarizzati, gli Ateniesi più abbienti iniziarono a collezionare con devozione le statue antiche, alcune delle quali sono state trovate in abitazioni nell’area a nord-ovest dell’antica Agorà risalenti al V/VI° secolo. La fine definitiva dell’antica città pagana avvenne con l’imperatore Giustiniano, che nel 529 confiscò i beni delle scuole filosofiche costringendole alla totale chiusura.

L’Alto Medioevo ateniese
A questo punto della storia, non c’è più dubbio che Atene fosse ormai pienamente entrata nella sue epoca medievale, sotto il dominio di un impero romano con il baricentro ormai definitivamente spostato sulle rive del bosforo. E come accade per tanti aspetti dell’Alto Medioevo le fonti scritte le testimonianze certe sulla città iniziano a scarseggiare: sappiamo di certo che, per difendere l’Attica dai nuovi nemici del VI° secolo, Giustiniano costruì nuove fortificazioni, a conferma comunque della volontà bizantina di proteggere un centro urbano ancora vitale. Nel 580-585 Atene subì un attacco da parte degli Avari e in quest’occasione furono distrutte le chiese situate al di fuori del circuito urbano. Le fortificazione giustinianea permise la sopravvivenza della città anche successivamente, in particolare dalle ripetute incursioni saracene. Le fonti bizantine raccontano come nell’inverno del 662, Costante II soggiornò alcuni mesi ad Atene mentre si dirigeva in Sicilia, promuovendo l’attività economica e la circolazione monetaria.
Da rilevare che l’VIII° secolo rappresenta un punto di svolta per Atene e l’intera Grecia: in questo periodo l’Illirico fu staccato dalla giurisdizione del Papa e la Chiesa di Atene fu posta sotto il Patriarcato di Costantinopoli, con conseguenze che arrivano sino a oggi per effetto della futura separazione tra Chiesa occidentale e Chiesa orientale. Ma l’ottavo secolo è fondamentale anche per la nascita nella città, nel 752, di Irene Sarantapechaina, ovvero la futura imperatrice Irene, appartenente a una famiglia nobile chiamata Sarantapechos. In realtà Irene già nel 769 andò via da Atene per Costantinopoli, trovandosi poi profondamente coinvolta nella guerra delle icone. Irene sposò infatti l’iconoclasta Leone IV ma rimase segretamente iconofila. All’improvvisa morte del marito, per un avvelenamento a cui forse lei stessa non era estranea, Irene si trovò nel 780 essere imperatrice reggente per conto del figlio Costantino VI, per poi in futuro (nel 796) addirittura spodestarlo, perseguendo una politica nettamente filo iconofila.
Per saperne di più sullo spostamento della giurisdizione di Atene, ascoltate il podcast in basso:
Apogeo e fine dell’Epoca bizantina
Per il resto dell’epoca medievale, le vicende di Atene sono caratterizzate da alterne fortune, nel quadro comunque di una città ormai provinciale per l’impero romano. Intorno all’anno mille l’Acropoli divenne una fortezza che racchiudeva il Partenone, trasformato in chiesa, la sede episcopale e probabilmente anche le abitazioni degli ufficiali. Successivamente la città conobbe un buon periodo di crescita economica, divenendo un importante centro per la produzione di saponi e tinture, attirando così i mercanti veneziani e delle altre repubbliche marinare che frequentavano i porti dell’Egeo. Da un punto di vista culturale, l’XI° e il XII° secolo rappresentarono l’età d’oro dell’arte bizantina ad Atene, considerato che quasi tutte le più importanti chiese medio-bizantine della città e dei suoi dintorni furono costruite in questi due secoli. A questo periodo appartengono ad esempio le chiese dei Ss. Teodori (1049 ca.), della Kapnikarea (metà sec. 11°), dei Ss. Incorporei (metà sec. 11°), di S. Giovanni Teologo (sec. 11°), della Trasfigurazione (fine sec. 11°-prima metà del 12°), la Panaghia Gorgoepikoos (sec. 12°), nonché importanti complessi monastici (Dafni, Kaisariani, Omorfi Ekklesia). Improvvisamente, però, l’era bizantina della città volse al termine: con la quarta crociata (quella di cui parla Marco Cappelli nel suo ultimo libro “quando Venezia distrusse l’impero”), la città cadde sotto il dominio latino, con la nascita del Ducato di Atene, retto per oltre 2 secoli da varie casate occidentali, che terminerà soltanto con la conquista Ottomana successiva alla caduta di Costantinopoli. Nell’immagine che correda questo articolo si può vedere chiaramente come si presentasse l’Acropoli nel 1853, con la presenza della Torre Franca fatta costruire dalla famiglia Acciaioli (ultima dinastia latina del Ducato di Atene) tra fine dell’XIV° e inizio XV° secolo e poi abbattuta nel 1874.
Bibliografia
- Byzantine Athens, Proceeding of a Conference (2016
Quando Venezia distrusse l’Impero romano

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