Il principato di Benevento (Ep. 207)

Lo stato dei Longobardi del Sud

Il 774 segna un passaggio epocale anche per il ducato di Benevento: Arechi – marito di Adelperga, sorella di Desiderio – prende per sè il titolo di “Principe della gente dei Longobardi”.

Il principato di Benevento, come è conosciuto dagli storici, al tempo di Arechi (757-787) ha raggiunto la sua massima estensione, coprendo la maggiore parte dell’Italia meridionale continentale.

Dalla mappa, si può comprendere come Benevento avesse all’epoca un ruolo logistico centrale assai più importante di quanto possa sembrare oggi: crocevia delle due “Vie Appie” (Traiana e Antica), Benevento era ben collegata anche con Capua e Roma (attraverso la Via Latina, più utilizzata nel Medioevo dell’impaludata via Appia) e con Salerno e la Calabria.

Poco a nord di Benevento, c’erano le due grandi istituzioni monastiche del Principato: Montecassino e San Vincenzo al Volturno.

Le principali città costiere erano Bari, Brindisi, Taranto e Salerno. In generale, Bari aveva sopravanzato Brindisi. Salerno diventa invece importante proprio all’epoca di Arechi, che ne fa ricostruire molte delle strutture, e vi crea un palazzo del Principe.

Restavano sotto l’autorità dell’Impero romano (aka Bizantino) la Sicilia, la Calabria centro-meridionale (a sud del fiume Crati), il Salento (a volte ristretto ad Otranto) e il ducato Napoletano – più autonomo che altro – che a quest’epoca includeva anche Amalfi e Gaeta (che diverranno autonome da Napoli nel IX secolo).

Il principato di Benevento è destinato a frammentarsi nel IX secolo in tre piccoli principati: Benevento, Salerno e Capua.

Per saperne di più su Arechi e il Principato, ascoltate il podcast!

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