Chi sono

La mia è una storia sui generis, di chi è arrivato alla divulgazione storica per vie traverse, che ha scelto di cambiare vita a quarant’anni, per dedicarsi alla sua passione; è anche la storia di come si possa fare divulgazione con il supporto, l’amore e il sostegno di una comunità di appassionati.

Mi chiamo Marco Cappelli. Sono nato in Abruzzo. Dopo la maturità ho preso il treno per Milano, per studiare in Bocconi. In uno scambio universitario in USA ho conosciuto mia moglie, di una famiglia russo-americana. Abbiamo vissuto insieme a Milano, lavorando entrambi nel marketing di due importanti aziende italiane. Poi nel 2012, durante le procelle della crisi finanziaria, abbiamo pensato che era tempo di cambiare: ci siamo trasferiti in Belgio e ora viviamo a Bruxelles. Nel frattempo siamo diventati quattro!

Per anni ho lavorato in varie multinazionali ma per un buon ventennio di carriera nel marketing ho sempre mantenuto una passione per la storia: leggo un po’ di tutto e ascolto ancora di più. Ascoltando i podcast in lingua inglese ho iniziato a dare un’occhiata a quelli italiani e ho visto che non ce ne erano poi chissà quanti e ho pensato: perché no? perché non provarci? Ho scelto la “Storia d’Italia” dalla caduta dell’impero Romano sia perché non ci sono podcast che la narrino in modo complessivo sia perché non è poi così conosciuta in Italia, neanche tra gli appassionati. 

Il mio podcast ha l’ambizione smisurata di narrare l’intera storia italiana, non solo la storia dei grandi personaggi, degli eventi e delle battaglie ma anche dell’evolzione dell’economia, della società, della cultura e della religione del nostro paese. Lo sguardo si allarga poi, per quanto possibile, anche ai popoli e alle nazioni vicine, con l’obiettivo di comprendere come si inserisce la storia dell’Italia all’interno di quella più ampia del mediterraneo e dell’Europa.

Il premio internazionale

Il 9 Novembre del 2020 è arrivato l’annuncio che Storia d’Italia ha vinto il prestigioso premio “Best non-English podcast” dei “Discover podcast awards”, uno dei più prestigiosi premi del podcasting mondiale. Si tratta del primo podcast italiano a vincere un premio internazionale.

Il primo libro non si scorda mai

A luglio del 2020 ho ricevuto una telefonata inaspettata dall’editore del Corriere della Sera – Solferino – che mi invitava a scrivere un libro con loro. Ho scelto di realizzare un saggio sulla “crisi del III secolo”, il periodo trasformativo nel quale l’Impero romano discese nell’abisso della crisi più buia, per poi trovare le energie per reagire e riemergere, rinnovato e profondamente cambiato. Il libro si intitola “Per un pugno di barbari” ed è uscito il 6 maggio del 2021.

Nei seguenti mesi, ho presentato il libro in diverse località d’Italia: da Ascoli Piceno ad Osimo, da Lanciano ad Assisi, da Napoli a Bruxelles, da Milano a Ravenna.

Collaborazione con Storytel e Loquis

Il 21 aprile del 2022 è uscito il primo podcast realizzato in collaborazione con Storytel, uno dei più importanti provider al mondo di contenuti audio a pagamento.

Per Storytel ho realizzato un podcast intitolato Guerre incivili, Roma vs Italia, che narra le vicende che ruotano attorno alla Guerra Sociale, il conflitto che inaugurò la crisi della Repubblica e portò alla prima unificazione italiana. In seguito è uscito anche il secondo capitolo: dedicato alla guerra civile americana.

Nell’agosto del 2022 è uscito anche un mio canale Loquis – podcast geolocalizzato – che narra la storia del territorio attraversato dalla Milano-Serravalle, sponsor del podcast.

Il secondo libro

Il 18 novembre 2022 è uscito il mio secondo libro: Il miglior nemico di Roma, dedicato alla storia dei Visigoti. Mi ha permesso di presentarlo in alcuni dei luoghi più belli e prestigiosi d’Italia, dal circolo dei lettori di Torino al festival èStoria di Gorizia.

Il lavoro di conferenziere

Sono diventato anche un esperto conferenziere, partecipando a eventi aziendali e portando la storia nelle scuole. Ho anche scritto una monografia sulla storia della mediazione per conto della FIMAA, la federazione dei mediatori italiani.

L’approdo

Dopo molto riflettere – anche perché si trattava di abbandonare il mitico “posto fisso”, con tutte le sue comodità e privilegi – ho deciso di lasciare il mio lavoro e dedicarmi anima e corpo alla mia attività di divulgazione. Ci sono riuscito grazie al coraggio di mia moglie e grazie al quotidiano, straordinario supporto di una comunità di centinaia di sostenitori. Dal primo aprile 2024, la storia non è più solo una ragione di vita, ma la mia professione.

Parlano di me

Hanno parlato di me molti podcast con cui ho collaborato, oltre che diversi giornalisti. Sotto ho inserito il link a qualche articolo tra i più importanti:


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