Un’antica città della Campania: Nuceria Alfaterna

La moderna Nocera superiore è il sito di una delle più antiche città della Campania: Nuceria Alfaterna.

Nuceria Alfaterna era una città campana posta in una posizione strategica nei pressi del Fiume Sarno e in un passaggio obbligato per le due strade principali che venivano dal nord e andavano verso Salerno e il sud Italia: la via Campania costiera che passava tra il mare e il Vesuvio e la grande via Popilia-Annia che da Capua giungeva fino a Reggio.

La città nasce dal coagulo di diversi insediamenti dell’agro nocerino-sarnese e risale al periodo della dominazione etrusca della Campania. Alla fine del VII secolo a.C. le popolazioni autoctone della valle per motivi soprattutto strategici andarono ad insediarsi verso il mare alcuni (fondando Pompei), verso l’interno altri, dando vita a Nuvkrinum (letteralmente la “nuova rocca”).

Il centro nacque, quindi, come insediamento etrusco intorno alla fine del VII secolo a.C. entrando a far parte della dodecapoli (l’insieme delle dodici città più importanti) della colonizzazione etrusca in Campania, nata per bloccare l’espansione greca verso settentrione.

Il dominio etrusco in Campania (sempre basato anche su classi dirigenti locali) inizia a declinare nel V secolo a.C. Prima fu Roma a liberarsi dalla supremazia etrusca con la cacciata, verso il 510 a.C., dei Tarquini; poi se ne liberarono i Latini nel 506 a.C. In questo modo, gli avamposti etruschi in Campania rimasero isolati dal cuore dell’Etruria. La pietra tombale fu posta dalla sconfitta navale che subirono a Cuma nel 474 a.C. (Battaglia di Cuma) ad opera della flotta siracusana, guidata da Ierone I. Dopo la battaglia Nuvkrinum passa ai Sanniti. La città, nel V secolo a.C., cambia nome aggiungendo al toponimo Nuvkrinum quello di Alfaternum, dal nome della tribù degli Alfaterni, forse Sanniti, forse il nome della popolazione autoctona originale.

Fu una delle più importanti città dell’antica Campania. Divenne capitale di una confederazione (Lega nucerina) che comprendeva PompeiErcolanoStabia e Sorrento. Batté propria moneta ed utilizzò un particolare alfabeto (alfabeto nucerino), basato sull’alfabeto greco e su quello etrusco. Lo sviluppo della città prima sannita e poi romana derivava dal passaggio di importanti vie di comunicazione, quali la via Stabiana (verso Stabia), la via Nuceria da Pompei e la Via Popilia, tra Capua e Reggio.

Mappa del territorio della lega nocerina. In basso, alfabeto nocerino (attestato per la prima volta a Vico Equense)

Durante la seconda guerra sannitica combattè contro i Romani ma divenne alleata di Roma nel 307 a.C.

Fu una delle città protagoniste della II guerra punica, con un lungo assedio che si risolse, nel 216 a.C., con la distruzione dell’abitato da parte di Annibale.   La città non si riprese mai del tutto dalle distruzioni della II guerra punica, fino a quando non vi fu dedotta una colonia romana nel 42 a.C., per decisione del secondo triumvirato. La città sviluppò quindi una forte identità latina (che non aveva in precedenza avuto) che la contrapponeva con la più tradizionale Pompei, città che perse tra l’altro parte del suo territorio agricolo a favore della nuova colonia. Le due città svilupparono una nota rivalità, che sfociò nella violenza nel celebre evento degli scontri durante i giochi gladiatori del 59 d.C..

Hoolingans

Gli scontri tra tifoserie, in Italia, non sono certo una novità.

Tacito ricorda come nel 59 d.C., durante uno spettacolo di gladiatori nell’anfiteatro di Pompei, iniziarono alcuni screzi tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nuceria Constantia. Durante i giochi, dalle ingiurie si passò alle sassate e poi alle armi. Alla fine dei tumulti prevalsero i pompeiani, mentre furono soprattutto i nocerini i più danneggiati, e molti di essi rimasero uccisi o tornarono a casa feriti. Narra Tacito

«(i convenuti ai) ludi gladiatori banditi da quel Livineio Regolo, che ho già ricordato espulso dal senato, dapprima si scambiarono ingiurie con l’insolenza propria dei provinciali, poi passarono alle sassate, alla fine ricorsero alle armi, prevalendo i cittadini di Pompei, presso i quali si dava lo spettacolo. Furono perciò riportati a casa molti nocerini con il corpo mutilato per ferite, e in quella città parecchi fra i cittadini piansero la morte di figli e di genitori.»

Tacito, Annales, liber XIV, 17

L’imperatore Nerone portò la vicenda al Senato romano e venne deliberata la chiusura dell’anfiteatro pompeiano per dieci anni e lo scioglimento dei collegia, le associazioni di “tifosi” che ricordano da vicino i “demi” di Costantinopoli. Il senatore Livineio Regolo, organizzatore dei giochi, e gli altri incitatori della rissa vennero esiliati.

L’eruzione del 79 d.C. pose fine alla rivalità con Pompei: la città fu distrutta, ma preserva un meraviglioso affresco degli scontri (in alto). Nocera invece non fu coinvolta più di tanto dall’eruzione. Immagino che i Pompeiani avrebbero fatto volentieri a cambio, a questo punto.

Nuceria nella tarda antichità

A Nocera si diffuse presto il Cristianesimo, ebbe un vescovo certamente già nel IV secolo d.C. (alcuni farebbero risalire il primo vescovo al III secolo d.C.). A Nocera c’era anche una documentata comunità ebraica, di cui sono state trovate tracce nelle necropoli del territorio.

La comunità cristiana nucerina deve aver fatto presto forti pressioni sui Romani restati pagani, come testimonia una curiosa scoperta: degli idoli cautamente nascosti sotto il pavimento di un edificio di età imperiale. Erano gli adepti dell’antica religione ad aver paura dei cristiani.

Nel 498 viene esiliato a Nocera l’antipapa Lorenzo. Eletto papa insieme a Simmaco, perde la carica dopo una sorta di guerra civile a Roma (lo scisma laurenziano, che fu risolto poi da Teodorico). A Nocera ricopre, quindi, la carica di vescovo. Oggi si crede che risalga al suo tempo l’edificazione del magnifico battistero, un’opera molto ambiziosa per una piccola diocesi come quella di Nocera

Il battistero

Nel 552 si combattè nei pressi di questa città la battaglia dei Monti Lattari, preceduta da un lungo confronto militare lungo il fiume Sarno tra imperiali e Goti di Teia

Morte di Teia.

Nocera longobarda

Le popolazioni dell’epoca cercano luoghi più sicuri. Alcuni scappano verso la Costiera Amalfitana (rimpinguando i nuclei abitati di AmalfiMaiori e Positano), altri si rifugiano attorno alla Collina del Parco, in un posto ben difeso, dando vita al primo nucleo della futura Nocera Inferiore.

Nel 601 Nuceria cadde sotto l’assedio di Arechi I di Benevento passando in mano longobarda. La città decade completamente con la conquista longobarda, durante l’alto medioevo l’abitato si sposta nella moderna Nocera inferiore, più difendibile, mentre parte della popolazione “romana” (latina sottoposta a Costantinopoli) si rifugia verso Amalfi e Napoli, ancora imperiali.

Il resto della storia di Nocera appartiene alla storia medievale e moderna, ma di questo si potrà parlare in un altro post!

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